
Durante una discussione possiamo avere l’impressione di poter fare soltanto due cose: tacere per evitare lo scontro oppure rispondere di scatto. Eppure, potremmo anche chiedere una pausa e riprendere il discorso più tardi. La riflessione di Virginia Satir parte da questa differenza: ciò che ci sembra possibile in un momento difficile non esaurisce necessariamente le alternative che abbiamo.
“Se una persona può scegliere, essa farà sempre la scelta migliore. Il problema è che, il più delle volte, le persone sentono di non avere scelta.” — Virginia Satir
Il significato della frase
La riflessione di Virginia Satir, riportata da Richard Bandler nel libro Il potere dell’inconscio e della PNL distingue la possibilità di scegliere dalla percezione di avere una scelta. Quando ci sentiamo sotto pressione, una risposta abituale può apparirci come l’unica praticabile. A volte il primo cambiamento consiste nell’accorgerci che, tra ciò che abbiamo sempre fatto e ciò che ci sembra impossibile, c’è un’altra risposta che possiamo provare.
L’espressione «farà sempre la scelta migliore» va letta nel contesto. Le persone possono sbagliare, anche quando hanno più alternative. Una decisione può però sembrare la più ragionevole o la meno rischiosa alla luce di quello che una persona sa, teme e ritiene di poter fare in quel momento. Capire perché una scelta appariva sensata allora aiuta a individuare che cosa potrebbe renderne praticabile una diversa oggi.
Pensiamo a chi accetta un incarico in più pur avendo già troppe scadenze. Se vede soltanto due possibilità, dire di sì o deludere un collega, può sentirsi obbligato ad accettare. Una terza risposta potrebbe essere: «Posso occuparmene venerdì. Se serve prima, decidiamo insieme quale attività rimandare». Il carico di lavoro resta lo stesso, ma diventa possibile discutere le priorità invece di assumersi in silenzio un impegno difficile da rispettare.
A volte, però, le alternative sono davvero limitate. Una persona può non disporre del tempo, del denaro o del sostegno necessario per cambiare una situazione. In quel caso, dire «hai sempre una scelta» rischia di farla sentire incompresa. Può essere più utile capire che cosa manca perché un’alternativa diventi praticabile: un’informazione, l’aiuto di qualcuno o la possibilità di rinviare una decisione.
La frase offre anche uno spunto per quando vogliamo aiutare un’altra persona. Dire «al tuo posto farei così» può sembrare naturale, soprattutto se la soluzione ci appare evidente. Una domanda come «Che cosa renderebbe possibile quella strada per te?» lascia emergere difficoltà che dall’esterno potremmo non vedere. E permette all’altra persona di valutare le opzioni secondo le proprie esigenze.
Il legame con l’autostima emerge proprio qui. Invece di dirci «finisco sempre per fare la stessa cosa», possiamo chiederci: «Che cosa potrei fare di diverso la prossima volta, anche di poco?». Preparare una frase, chiedere tempo o parlarne con una persona fidata sono azioni circoscritte. Una possibilità diventa più concreta quando riusciamo a immaginare il primo gesto necessario per provarla.
👉 Per approfondire il contesto di questa riflessione, puoi leggere il nostro articolo dedicato a Il potere dell’inconscio e della PNL di Richard Bandler, dove il tema delle alternative si intreccia con quello delle risposte abituali.
👉 Nel nostro video RIPROGRAMMA LA TUA MENTE AL SUCCESSO E ALL’AUTOSTIMA, il dialogo interiore offre uno spunto per riprendere questa domanda: quando ti dici «non ho scelta», stai descrivendo un limite reale o c’è una possibilità che vale la pena esplorare?
💭 Ti è mai capitato di sentirti senza scelta e di scoprire, magari grazie a una domanda o al consiglio di qualcuno, una possibilità che prima non vedevi? Raccontaci nei commenti che cosa ti ha aiutato a riconoscerla. E se pensi che questa riflessione possa essere utile a qualcuno, puoi condividerla da qui.📩: a volte una semplice frase arriva nel momento giusto.
✓ Esplorare il rapporto tra percezione e comportamento
✓ Conoscere la prospettiva della PNL sul cambiamento personale